Sanità,c’è chi dice no

Sab, 25/05/2013 - 11:01
La relazione del Tavolo Massicci è un concentrato di anomalie e irregolarità. La sanità calabrese ha centinaia di milioni di euro di debiti, incarichi non a norma e la sfacciataggine di continuare la devastazione

La relazione parla di contratti dirigenziali rinnovati senza i necessari presupposti, parla di linee guida non aggiornate e non seguite e parla di disavanzi, di un’amministrazione non attinente alle leggi e alle direttive governative. Insomma in poche parole un fallimento di cui però nessuno parla.

Porte chiuse all’ospedale di Locri, maniglie serrate dopo le 19, così che il Pronto Soccorso, già di difficile gestione, diventa unico accesso al presidio ospedaliero. Il caos. Sono gli ordini che hanno tentato di far passare dall’alto, dalle stanze dove alloggiano i generali senza stellette, ma per fortuna, qualcuno, di buon senso, ha fatto orecchie da mercante allo strillio degli uffici di comando in cui siedono i comandanti. Gli stessi comandanti che il Tavolo Massici poco più di un mese fa ha ribadito essere illegittimi, da Reggio Calabria a Locri, da Cosenza a Catanzaro. La relazione che arriva negli uffici dei vertici sanitari della Calabria è tenuta ben nascosta e recita, come si è letto anche sui giornali, che il debito del “rione sanità” ammonta a più di 200 milioni di euro, una somma che, se per una sfavorevole congiuntura astrale non vedrebbe deliberare i fondi Fas previsti per la Calabria, salirebbe ad oltre 800 milioni di euro. Eppure di questo poco si legge e poco si parla, anzi si proclamano vittorie di Pirro. La relazione del Tavolo Massicci parla di contratti dirigenziali rinnovati senza i necessari presupposti, parla di linee guida non aggiornate e non seguite e parla di disavanzi, di un’amministrazione non attinente alle leggi e alle direttive governative. Insomma in poche parole un fallimento di cui però nessuno parla. E la cosa strana è che a non parlarne sono anche gli oppositori del Governo regionale, quasi che verrebbe il sospetto che qualcuno di questi oppositori possa avere interessi nelle maglie amministrative e burocratiche della sanità, così da tacere. Ma forse non sarà così, sono solo distratti. Intanto continua la fallimentare gestione commissariale, con commissari e sub che incassano stipendi da record e con direttori e direttrici generali, anche non compatibili con le loro cariche, che decidono incarichi dirigenziali senza titoli e contro leggi e direttive chiare. La presunzione e impunità, che per come ci arriva all’orecchio sta finalmente per terminare in un modo o nell’altro, fa sì che i generali senza stellette possano anche decidere regole in barba ad ogni criterio logico, e possano decidere, come è successo negli ultimi 4 anni, che l’ospedale di Locri da moribondo diventi morto, deceduto, non pervenuto. Reparti allo sbando, una Tac che funziona ma non la si sa fare funzionare, personale ridotto all’osso e una struttura fatiscente. In questo qualcuno avrà delle responsabilità? Il popolo tace aspettando che qualche organo competente faccia luce sull’oscurità. Ma intanto i pazienti e le persone che non accedono ad un servizio accettabile sono moltissime. Per fortuna oggi la sanità si deve confrontare con un organo di controllo che la valuta e la umilia in qualche caso, insomma almeno con il Tavolo Massicci c’è chi dice no, anche se la supremazia del “super uomo” nietzchiano imbambola le menti dei governanti che se ne fregano fino alla soglia delle manette. La speranza è che sperperi e soprusi terminino in fretta.

Autore: 
Filippo Argenti
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