Siderno: È nelle menti giovani che risiede la miccia che può scatenare il botto

Dom, 24/11/2019 - 17:00

Faccio spesso la spola tra la Calabria e il Lazio spostandomi in treno e durante questi viaggi capita frequentemente di incontrare persone che hanno qualcosa da raccontare. Trenitalia, inoltre, ti permette di allungare oltre il tempo prestabilito queste conversazioni, per cui, alla fine di ogni viaggio, hai sempre con te un fagotto colmo di aneddoti su cui riflettere. Purtroppo però, la maggior parte di coloro che viaggiano, giovani soprattutto, non lo fanno per passione, per piacere o per amore, ma per necessità, per mantenere il più possibile viva la speranza. È la ricerca di un lavoro, un colloquio o un incontro con qualche conoscenza, il motore principale di questi viaggi. Lo senti dalle loro parole, lo capisci dai loro occhi spenti e in questo marasma di amarezza prendi consapevolezza che oggi un lavoro è meglio di un terno al lotto.
Sento dire spesso dai miei coetanei o anche dai più giovani, che oggi giorno studiare non conviene più di tanto. Sono enormi sacrifici per ricompense nulle o inadeguate. Forse c’è del vero nelle loro parole o forse sono dettate dallo sconforto e dalla rabbia, ma ho appreso a mie spese e dai consigli dei più saggi, che la conoscenza non basta mai. È vero, la situazione lavorativa attuale in Italia è a dir poco critica. La linea di demarcazione che divideva il nord colmo di opportunità dal sud povero si affievolisce sempre di più fino a scomparire rendendo (purtroppo per loro) “finalmente” omogenea la nostra nazione. Oggi la crisi ha unito Nord e Sud.
Risiede nei giovani intraprendenti la scintilla che può innescare il botto. Le menti di chi è avanti con l'età hanno poco da offrire in questo momento storico, mentre quelle più giovani sono fresche e dinamiche e questo lo si può notare anche nel nostro paese.
Giorni fa, parlando con una mia amica di trentanni che fa la commessa in un negozio, ho capito che uno dei tanti problemi per cui il nostro paese non risorge sono proprio alcune menti delle persone che ci vivono. Le iniziative da lei avanzate, come magari quelle proposte da altri cittadini, vengono accantonate così come i curricula, aggravando ulteriormente la situazione del nostro territorio. Iniziative che avrebbero portato benefici economici, di visibilità e di rilancio. Anche dialogando con quei pochi ragazzi che sono rimasti a Siderno si avverte palesemente lo stato di abbandono di idee e dello spirito di iniziativa presente parecchi anni fa. Anni in cui Siderno era considerata una perla e le iniziative e le idee abbondavano. È vero, erano tempi diversi, giravano più soldi, potevamo contare sulle amministrazioni comunali, c’era più gente per le strade, giovani soprattutto, ma sono tempi che possono e dovrebbero ritornare.
Non c’è utopia in queste parole ma soltanto speranza per la nostra città. Coloro che restano lo fanno per attaccamento alle tradizioni, alla terra e per provare a rilanciare il nostro territorio. Sono iniziative coraggiose, intraprendenti e piene di rischi, ma come ho detto, sono convinto che in queste menti risieda la scintilla.

Autore: 
Gaetano Marando
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