Siderno: 12 luglio la posa della prima pietra della nuova chiesa di Donisi

Lun, 22/06/2020 - 09:00

Carissimi Fratelli e Sorelle Sidernesi, in particolare Voi appartenenti alla Comunità Parrocchiale Maria SS. Immacolata di Mirto-Donisi, con grande gioia e altrettanta emozione Vi comunico ufficialmente che, domenica 12 luglio 2020, al termine della Santa Messa delle ore 10 che verrà presieduta in piazza Berlinguer dal nostro Vescovo Francesco, sarà benedetta e posta la prima pietra per la costruzione della nuova Chiesa e del Complesso Pastorale annesso di Donisi.
Un sogno che finalmente diventa segno, segno visibile della presenza di Dio in mezzo al Suo popolo, in mezzo a noi.
In questi giorni ho ripensato più volte al cammino fatto fin qui e mi sono tornati spesso in mente i volti delle tante persone che con me, e con i miei predecessori, P. Gino Viscardi di venerata memoria e il carissimo Don Tonino Saraco, hanno continuato a credere nella possibilità di realizzare quest’opera. Particolarmente caro il pensiero rivolto a chi è tornato in Cielo portando con sé il desiderio di vedere sorgere la Nuova Chiesa e lasciando in terra, a chi è rimasto, l’impegno di contribuire anche in sua memoria.
Un’opera-segno, dunque, a tutti gli effetti, che per i decenni e, forse, anche per i secoli a venire testimonierà l’impegno e la volontà di tutti di dare una sede pastorale dignitosa alla nostra Comunità. E quando parlo di comunità la intendo in senso pieno, non solamente la porzione di Donisi o la porzione di Mirto, ma l’unica Comunità che, pur con le sue specificità, si ritrova sotto il titolo bellissimo e sotto il manto di Maria Santissima Immacolata.
Un’opera-segno che nasce, sicuramente, grazie al contributo della CEI, dall’8x1000, ma che senza quel poco da parte di molti non si potrebbe realizzare. A questo punto sento il desiderio di dare rilievo, con gratitudine, al nostro Vescovo Francesco, che sin dall’inizio del suo Ministero in Diocesi a favorevolmente accolto l’iniziativa della nostra chiesa, sostenendoci in ogni modo possibile, e all’Ufficio tecnico diocesano per il lavoro svolto in collaborazione con i nostri Tecnici.
E io ho sempre sollecitato tutti alla compartecipazione, proprio perché sono sempre più convinto che, per un grande progetto come questo che sta per vedere la luce, non serve molto da parte di pochi, ma basta poco da parte di molti, anzi meglio sarebbe se fosse da parte di tutti.
Ora più che mai sono convinto di ciò e vi sollecito, ancora una volta, alla partecipazione secondo le possibilità di ognuno, ma in una logica nuova, che guardi in prospettiva futura e che sia capace di contribuire a quelle iniziative di crescita e di sviluppo che non potranno che avere ricaduta benefica su tutti.
Ripensiamo anche al nostro modo di partecipare al dolore di chi è nel lutto o alla gioia di chi riceve i sacramenti dell’iniziazione cristiana o del matrimonio come occasione per dare il proprio contributo. Invito la comunità al buon senso in quei momenti di dolore e di gioia a fare valere lo spirito di appartenenza praticando con grande entusiasmo i concetti di “opera-segno” e di “un fiore che non appassisce”.
Ripensiamo anche alla nostra offerta durante le celebrazioni Ordinarie e festive e ai momenti di festa patronale per trasformarli in occasione di partecipazione più concreta. E allora quest’opera sarà davvero il segno di una comunità matura e responsabile che ha costruito la sua Chiesa.
Sin da ora esprimo la mia gratitudine a ognuno di voi e alle vostre famiglie, ai nostri emigrati, e a coloro che si sono resi e si renderanno disponibili alla partecipazione. Non potrò mai dimenticare che si è partiti con l’acquisto del terreno di cui vi siete fati interamente carico.
È vero che metteremo la prima pietra su quel terreno. ma è altrettanto vero che la strada è ancora lunga.
Confido nella provvidenza di Dio e non dispero mai, nella consapevolezza che lo strumento di questa provvidenza siamo noi nella misura in cui ci lasciamo coinvolgere.

Il Parroco
Mesmin Marius Okemba

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