Siderno: la storia di un figlio in cerca di una degna sepoltura per la madre

Mar, 22/07/2014 - 20:00

L'ennesima conferma che la burocrazia sia cavillosa e lontana dai cittadini ci viene data ancora una volta dal comune di Siderno. Formalismo e cavillosità sono ormai le parole d'ordine nel palazzo della triade commissariale. Questa volta purtroppo è stato leso il diritto di un figlio a seppellire il genitore. È la storia di Antonio Fimognari, cittadino sidernese, che nel gennaio dell'anno corrente si è visto venire a mancare la madre e un luogo nel quale darle degna sepoltura. Tutto ciò nonostante la richiesta - avvenuta dodici anni prima il 27 febbraio 2002 - per la concessione di suolo cimiteriale al camposanto di Siderno superiore al fine di realizzare una cappella privata. A nulla sono valsi neanche i numerosi solleciti, né la lettera indirizzata ai commissari straordinari del comune e al responsabile assetto del territorio dell'ente. Sterile la risposta del responsabile comunale che conferma l’impossibilità di risolvere una questione avviatasi oltre un decennio prima. Inefficaci e inconcludenti le successive lettere al comune, al Prefetto, al Viminale e al ministro dell’Interno, Alfano. Una situazione quindi che sembrerebbe concludersi nell’ennesimo vicolo cieco del burocratismo italiano, incapace di adempiere al proprio dovere garantendo diritti basilari.

Ecco la lettera che il cittadino sidernese ha inviato alla nostra testata:

«Sono un cittadino di Siderno stanco e deluso di vedere il mio paese che non solo non rispetta i vivi che giorno per giorno convivono con uno stato di abbandono sempre grave e ….. della nostra città ma nemmeno i cittadini morti,  per noi non è bastato solo il GRANDE dolore della morte improvvisa  di mia madre  ma si è  aggiungo il dispiacere di dover parcheggiare la salma  in attesa di tempi migliori ... Vergogna mia di figlio che non sono stato tanto potente da potergli dare la dimora eterna insieme al suo amato marito e nostro adorato padre! Trasmetto pertanto due missive, rispettivamente del 05/02/2014 e del 02/04/2014, con le quali chiedevo ai nostri Commissari Straordinari e successivamente alle autorità sovraordinate, Prefetto di RC e Ministro degli Interni, su una deprecabile situazione che interessa la mia famiglia. Spero che la pubblicazione sugli organi di stampa possa sortire ad effetti positivi altrimenti ho già dato incarico ai miei legali per interessare l’autorità giudiziaria preposta a tutela dei miei….credo legittimi diritti.

Antonio Fimognari».

 

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