traffici negli appalti; 23 arresti

Mar, 06/02/2007 - 00:00

Ventitrè provvedimenti di fermo ordinati dalla Dda a Vibo Valentia VIBO VALENTIA - In manette il clan Lo Bianco di Vibo Valentia. In una vasta operazione della squadra mobile questa mattina sono stati emessi 23 provvedimenti di fermo contro elementi di spicco della famiglia, accusati di associazione mafiosa, estorsione e usura. Tra gli indagati anche il vicepresidente del consiglio regionale calabrese, Antonio Borrello, dell’Udeur, con l’ipotesi di reato di voto di scambio. Borrello ha detto di non essere coinvolto: "La mia vicenda, che sarà ampiamente chiarita appena ne avrò la possibilità, non ha nulla a che spartire con l’indagine su ’ndrangheta e sanità a Vibo Valentia", ha dichiarato, aggiungendo: "ogni e qualunque accostamento del mio nome e della contestazione a me mossa a questo tipo di reati da altri commessi è destituito di ogni fondamento". L’operazione - chiamata New Sunrise (Nuova Alba) - ha svelato i condizionamenti della cosca Lo Bianco sugli appalti nell’ospedale della città. Con imprese ’amiche’, gli affiliati alla cosca erano riusciti ad ottenere appalti per lavori e forniture nell’Azienda sanitaria e nell’ospedale di Vibo. E quando gli appalti venivano assegnati ad altre aziende, la cosca imponeva il pagamento del pizzo sui lavori grazie a propri infiltrati che lavoravano all’interno dell’Azienda sanitaria. E’ quanto è emerso dall’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Vibo e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Secondo quanto si è appreso, i dipendenti dell’Azienda sanitaria che sono stati fermati non occupavano ruoli di vertice nell’azienda, ma sono considerati dagli investigatori elementi di spicco della cosca Lo Bianco, egemone in città.

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Redazione
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