Un’ansia da prestazione che costa 9 milioni di Euro

Dom, 03/02/2019 - 16:00

Che l’inchiesta su 15 magistrati calabresi deflagrata il 17 gennaio a opera del Procuratore antimafia di Catanzaro fosse destinata ad avere strascichi pesanti sul mondo giudiziario regionale si era intuito fin dal primo momento. Ciò che forse nessuno aveva ipotizzato è che l’inchiesta condotta da Nicola Gratteri avrebbe creato un forte clima di tensione destinato a infelicitare addirittura la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.
A non risparmiare le bordate a Gratteri è stato il Procuratore Generale di Catanzaro Otello Lupacchini, da sempre piuttosto polemico nei confronti della metodologia poco ortodossa adottata dal Procuratore Antimafia per condurre le proprie indagini e convinto che i sospetti sui colleghi siano stati per Gratteri la scusa ideale per comportarsi da “furbetto”. Certo, Lupacchini non si è sognato di mettere in alcun modo in dubbio l’integrità del procuratore più stimato e seguito d’Italia, ma al contempo, ed è questa la condizione che avrebbe portato la tensione alle stelle, ha imputato direttamente al magistrato di Gerace i poco lusinghieri dati relativi alle ingiuste detenzioni avvenute nella provincia di Catanzaro.
«Per il sesto anno consecutivo – ha affermato infatti il pg durante la cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario, – la Corte d’Appello di Catanzaro si è confermata nei primi tre posti, con 158 persone che, nel 2017, hanno subito un’ingiusta detenzione; seguono i distretti di Roma e Napoli. Catanzaro e Roma sono anche le città in cui lo Stato ha speso di più in risarcimenti liquidati alle vittime di ingiusta detenzione: in questo distretto, nel 2017, è stata registrata la cifra di circa 8,9 milioni».
Un dato, sottende il pg, che dovrebbe far riflettere molto su quale sia lo stato di salute della giustizia nella nostra regione e, soprattutto, che dimostra quanto la frenetica lotta alla criminalità organizzata ingeneri una sorta di ansia da prestazione che risulta deleteria per il mondo giuridico, per lo Stato e per la percezione che la cittadinanza ha nei confronti di magistratura e forze dell’ordine.
Dalla parte del Procuratore antimafia, tuttavia, si è schierato il collega Domenico Introcaso, che ha sottolineato come i dati cui fa riferimento Lupacchini sarebbero ascrivibili ad anni precedenti all’insediamento di Gratteri presso la Procura di Catanzaro e che il cortocircuito denunciato nell’intervento di cui sopra sarebbe piuttosto ascrivibile all’intera dinamica del processo cautelare. Un intervento di difesa che non ha comunque impedito allo stesso Gratteri di dire la propria, anzitutto per sottolineare i risultati certamente lusinghieri del proprio lavoro e, in seconda battuta, per sbugiardare la supposta mancanza di fiducia nei confronti della magistratura snocciolando i dati relativi alle visite che il Procuratore Antimafia riceverebbe ogni settimana da parte di cittadini disperati: «Ci sono circa 300 persone che chiedono di essere ricevute. Questo è un fatto importante, significa che diamo fiducia ai cittadini. I calabresi non sono omertosi, i calabresi non sanno con chi parlare. Continuate a denunciare, a venire a trovarci. Se la gente bussa alla nostra porta vuol dire che spera di poter risolvere il suo dramma».
Una dichiarazione in grado di porre fine alle tensioni?
Insomma.
Lo scontro tra i due, che sarebbe iniziato con un tira e molla istituzionale già la scorsa estate, è infatti finito sotto la lente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha ponderato con grande attenzione la possibilità di avviare nei confronti di uno dei magistrati una pratica di trasferimento per incompatibilità prima di decidere (sulla base di quali elementi non è dato sapere), che si tratta invece di uno screzio superato.
Ma lo sarà davvero?
Solo il tempo potrà dirlo. Nel frattempo, non ci resta che continuare a seguire l’azione di Gratteri per comprendere se il “procuratore di ferro” deciderà di continuare a lavorare con maggiore oculatezza nei confronti dei colleghi o se, piuttosto, non eserciterà un pugno ancora più duro rispetto al passato.

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate