Vucumprà: che spiagge sarebbero senza di loro?

Lun, 31/08/2015 - 11:31
Sovraccarichi, vendono gli articoli più disparati. A Siderno persino libri. Libri di favole, di cucina africana, romanzi e gialli. E gli autori tutti rigorosamente africani.

Protagonisti delle nostre estati non sono solo le discoteche, il divertimento, la tintarella e le vacanze.
Ebbene no. C'è qualcuno, anzi più di uno. Diciamo meglio, ci sono alcune persone che fanno un certo "lavoro", e quando cominciano a "lavorare", tutti noi possiamo finalmente affermare a gran voce che l'estate è ufficialmente arrivata!
Sono alti, di colore e si coprono tutto il corpo con pantalone lungo e camicia perché sotto i 40 gradi estivi rischiano davvero il collasso.
Sono i tanto famosi venditori ambulanti, conosciuti anche con il nome di "vucumprà".
"Occhiali, occhiali! Bracciali belli! Borse, borse firmate! Collane, collane!"- vanno così animando le spiagge della Locride, talvolta le percorrono tutte, più volte al giorno.
Capita la giornata fortunata in cui riescono a vendere qualcosa agli adolescenti o alla signorona in vacanza che è rimasta affascinata dal luccichio dei colori indiani. Capita quel giorno in cui l'unica cosa che hanno guadagnato è una sauna gratis con effetto dimagrante.
Bisogna dire la verità, le nostre spiagge non sarebbero le stesse senza di loro. Talvolta ci regalano anche dei momenti di scambio culturale: si fermano a un ombrellone qualsiasi, perché magari qualcuno della combriccola gli ha ispirato simpatia, e cominciano a raccontare della loro vita, delle difficoltà nel loro paese. E allora si crea un'empatia che culmina quasi sempre nel donare una bottiglietta di acqua e una merendina a chi nella vita è stato meno fortunato di noi.
Altre volte sono insistenti, tanto insistenti. Ma basta assumere un'espressione decisa dicendo "no, grazie", e loro continueranno rassegnati la loro lunghissima passeggiata.
Lo scorso anno, evidentemente, gli affari sono calati, quindi questi venditori ambulanti hanno capito che per "tirare a campare" avrebbero dovuto ingegnarsi e sorprendere i probabili acquirenti.
In una delle spiagge calabresi, precisamente a Tropea, il giorno di Ferragosto, mentre la spiaggia era stracolma di gente, un giovane indiano si preparava a uno spettacolo del tutto inusuale. Pensando di dover partecipare al Guinness World Record, si è caricato sulle spalle un banco di legno con tanto di ombrellone gigante per coprirsi dal sole, e ha dato vita alla prima bancarella itinerante nella storia dei vucumprà.
Cosa vendeva il campione indiano?
Costumi da bagno, di ogni fantasia e per ogni taglia, parei e quant'altro avesse a che fare con la spiaggia. E quante donne sono accorse! È stata una vera novità.
Un altro ragazzo nigeriano andava per la spiaggia intonando una canzone rivisitata da lui stesso, con cui invitava la gente in spiaggia a gustare il cocco fresco che aveva nella borsa frigo. Se non altro, ha regalato sorrisi. E pure tanti.
A Siderno, invece, domenica pomeriggio, un ragazzo africano si è avvicinato all'ombrellone di mia madre facendole vedere la merce che aveva a disposizione. Erano libri.
Libri di favole, di cucina africana, romanzi e gialli. E gli autori erano tutti rigorosamente africani. Insomma, tanto le è piaciuta questa innovazione, che mia madre un romanzo l'ha anche comprato.
Però, bella come idea! Al posto delle solite cose viste e straviste, anche i vucumprà hanno capito l'importanza della propria cultura.
E quando, come ora, negli ultimi giorni di Agosto o di inizio Settembre, capita di scendere in spiaggia e non vederli, si realizza che l'estate è davvero finita, e che loro... si stanno preparando per la fiera di Portosalvo!
Chissà che quest'anno, accanto agli oggetti etnici e alla bigiotteria, non vedremo una bancarella con i libri di autori indiani, senegalesi, nigeriani, cinesi e marocchini!
Sarebbe una bella cosa, non credete?

Autore: 
Sara Leone
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